Turismo, Aree Protette e Beni Culturali

Il Turismo, reso sostenibile, deve assolutamente rappresentare la prima risorsa della nostra Penisola: sarebbe impossibile elencare tutte le bellezze della nostra amata Nazione, prima nel mondo per possesso di beni culturali (ma solo sesta per fruizione) e colma di aree naturali stupende.

Gli Italiani tutti devono essere orgogliosi della loro Patria e sentirsi fortunati: il compito è quello di esaltare l’esistente e valorizzare il patrimonio che la natura, così generosa con noi, ci ha concesso.

Il turismo mondiale è stato messo in ginocchio dalla crisi economica e quello italiano in particolare dalla sciagura delle immagini dei rifiuti della Campania, trasmesse dalle televisioni di tutto il mondo: il nostro compito è innanzitutto quello di RICOSTRUIRE E PROMUOVERE L’IMMAGINE, soprattutto all’estero.

Punteremo alla formazione dei giovani nel campo turistico, finanziando borse di studio, incentivando corsi di laurea, master, corsi di formazione e soprattutto scambi culturali con l’estero.

Abbiamo da offrire tutto ai turisti: il mare, la montagna, le oasi naturalistiche, le città d’arte, i musei più belli e ricchi del mondo, i percorsi alternativi e tanto altro ancora che neanche riusciamo ad immaginare!

Fare della cultura italiana un marchio da esportare nel Mondo è un dovere: essa deve essere resa godibile per chiunque, anche commerciale, se questo può voler significare un avvicinamento da parte delle masse e dei giovani. Non può essere imposta, essa vive della partecipazione dei cittadini.

Sarà necessario evitare cementificazioni selvagge che impoverirebbero la terra dei nostri padri, ma altrettanto importante è favorire la costruzione degli impianti di ricezione turistica necessari ad accogliere i visitatori: un turista contento è la migliore pubblicità che possiamo fare alla nostra Italia.

Le Aree Protette, così come previsto dalle legislazione nazionale ed internazionale, saranno gestite nell’ottica della valorizzazione e non della mera contemplazione. La loro storia, la loro esistenza va rivisitata e riscritta in un’ottica antropocentrica. Il recupero del rapporto uomo-natura passa anche e soprattutto attraverso il contatto diretto e non c’è modo migliore per prender coscienza della magnificenza e della grandezza dei beni ambientali e per stringere il vincolo di vera e propria amicizia con tutto ciò che ci circonda di quello di vivere intensamente ed in maniera immediata l’incontro con il creato: è questo il ruolo che noi assegniamo alle Aree Protette ed alle Oasi, lontano da ogni fanatismo protezionista. Per raggiungere il nostro obiettivo, partiremo ancora una volta dai giovani e dai giovanissimi: terremo corsi di formazione per i giovani che diventeranno le guide ambientali e soprattutto sproneremo le istituzioni scolastiche ad avvicinare i bambini ed i ragazzini al rispetto dell’ambiente tramite la riscoperta diretta del valore intrinseco della natura. Le Aree Protette dovranno essere vissute in funzione del rispetto dell’ambiente, dovranno essere parte integrante della vita delle comunità e mete di turismo e non semplicemente cattedrali nel deserto, salvaguardate in un’ottica fondamentalista.

Preservare da ogni tipo di inquinamento il mare che circonda le coste italiane, ma anche le spiagge, con chiarezza di competenze e maggiori mezzi messi a disposizione delle forze dell’ordine, dovrà essere responsabilità non solo delle Amministrazioni, ma anche di ogni singolo cittadino, chiamato a vigilare ed a segnalare gli eventuali abusi. Stesso discorso vale ovviamente per i laghi, i corsi d’acqua e tutte le mete turistiche che la natura mette a disposizione.

In conclusione, il nostro turismo dovrà diventare un TURISMO SOSTENIBILE E DI QUALITÀ, che dovremo conciliare con la quantità. Dovremo noi stessi essere per primi a rispettare il nostro territorio per imporre il rispetto ai turisti.

L’autopromozione che ne verrà sancirà il rilancio del nostro settore turistico.